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In MOLISE...la magia del borgo di TRIVENTO / SAN VINCENZO AL VOLTURNO / la civitas fidelissima” ISERNIA / Una perla Molisana: il castello PANDONE di VENAFRO

1 giorno - CONFERMATA
13 settembre 2020

Programma

Appuntamento dei partecipanti alle ore 05:30. Incontro con il pullman e partenza alla volta del MOLISE. Sosta lungo il percorso per ristoro. Arrivo a TRIVENTO, incontro con la guida e giornata dedicata alle visite. Situato nella valle del Trigno, arroccato su di un colle, TRIVENTO ha una lunga storia. La leggenda narra che sia sorta alcuni secoli prima di Roma. Il primo nucleo di Terventum fu abitato dai Sanniti, e colonizzato dai romani dopo le guerre sannitiche nel III secolo a. C. Fece parte della Regio IV sotto il governo di Augusto, e nel Medioevo, già dal VI secolo vide la costruzione della primaria cattedrale, che diventerà sede diocesana nel 1076. In cima alla collina di vicino la chiesa, fu costruito il castello ducale, che passò nel XIII secolo agli Angioini e poi ai Caldora. La scalinata di San Nicola ha un gradino per ogni giorno dell'anno, ovvero 365, che conducono alla parte alta del paese, chiamata Piano. La cattedrale dei Santi Nazario, Celso e Vittore vanta una cripta sorta su un antico altare dedicato alla dea Diana, risalente ad alcuni secoli prima di Cristo. SAN VINCENZO AL VOLTURNO, Il monastero di San Vincenzo al Volturno fu costruito lungo le rive del fiume Volturno nella fertile Piana di Rocchetta. Il territorio era naturalmente difeso dalle catene montuose delle Mainarde, della Meta e del Matese. Secondo documenti di epoca medievale in quest’area esisteva già in epoca tardoromana una chiesa dedicata a San Vincenzo di Saragozza, fatta edificare dall’imperatore Costantino.In questo stesso luogo nel corso dell’VIII secolo tre nobili beneventani, Paldo, Taso e Tato, decisero di costruire un nuovo monastero per dedicarsi a una vita di meditazione e preghiera. È grazie al Chronicon Vulturnense, un codice miniato redatto intorno al 1130, che possiamo ricostruire le principali vicende storiche e le alterne fortune del monastero: nel 787 San Vincenzo divenne una delle più importanti; abbazie europee grazie ai privilegi concessi da Carlo Magno; nel secolo successivo raggiunse dimensioni di una vera e propria città monastica sotto la guida degli abati Giosué, Talarico ed Epifanio: in quell’epoca il monastero possedeva 10 chiese, terre in gran parte dell'Italia centro-meridionale e vi viveva una comunità di 350 monaci. ISERNIA sorge su uno sperone di roccia in una rigogliosa area collinare, non lontano dal confine regionale con l’Abruzzo, il Lazio e la Campania. Circondata da un paesaggio incontaminato e da piccoli paesi, affonda le radici in una storia molto antica. Nel corso dei secoli Isernia ha subito diverse distruzioni: fu saccheggiata dai Saraceni, devastata dai terremoti e durante la Seconda Guerra Mondiale subì un forte bombardamento. Fortunatamente la parte bassa della città ha mantenuto in parte il suo antico aspetto ed ancor oggi è contraddistinta dagli stretti vicoli, molto suggestivi e caratteristici. Fra i monumenti più interessanti spicca la Fontana Fraterna, realizzata tra il Duecento e il Trecento in onore di uno dei figli illustri della città, papa Celestino V: si tratta di un portico a sei archi, delimitati da sei colonne, con un pilastro in posizione centrale. Interessante è poi la cattedrale: più volte distrutta da terremoti, è stata ricostruita nel XIX secolo e custodisce una bella icona di stile bizantino, conosciuta come “La Madonna della luce”. Il Castello Pandone di Venafro, sicuramente una delle più belle testimonianza della storia antica non solo per il suo stato di conservazione, ma anche per le bellezze artistiche che decorano alcune delle sue pareti. Situato ai limiti nord-occidentali della Venafro romana, la struttura nasce da un antica fortificazione megalitica che divenne successivamente una fortificazione romana. Nel 1498 il conte Enrico Pandone, succeduto al padre, la convertì in una residenza signorile mettendo in atto opere di abbellimento degli interni con raffigurazioni dei cavalli della scuderia. Di ogni cavallo furono riportati l’età, la razza, il nome, il colore del manto ed il simbolo dell’ H, cioè della scuderia del conte Henricus (del conte Enrico Pandone appunto).I ventisei ritratti di cavalli realizzati in grandezza naturale in leggero rilievo sono ancora visibili oggi nel piano nobile del castello e vi suggeriamo di non perdere la sagoma del cavallo San Giorgio, donato da Enrico a Carlo V. ll castello dal 2013 è anche la sede del Museo Nazionale del Molise. Ultimate le visite, partenza per il rientro. Sosta per la cena libera. Arrivo.

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE: (Min. 30 Pax) € 90,00
LA QUOTA COMPRENDE: Viaggio in pullman gran turismo – Guida per l’intera giornata – Pranzo tipico, bevande e caffè inclusi – Capogruppo
LA QUOTA NON COMPRENDE: Gli ingressi nei luoghi di visita –Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”



 







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