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LE GROTTE DI STIFFE: una meraviglia naturale - LA MADONNA D'APPARI: santuario incastonato nella roccia - nel cuore della natura romana AMITERNUM - CAMPOTOSTO: il principe dei laghi d'Abruzzo

ABRUZZO
16 maggio 2021

PROGRAMMA

Appuntamento dei partecipanti alle ore 06,00. Incontro con il pullman e partenza alla volta dell’Abruzzo. Sosta lungo il percorso per ristoro. Arrivo e visita con guida, intera giornata. Le GROTTE DI STIFFE, si trovano nel territorio di San Demetrio ne' Vestini. Offrono il fascino di un ambiente naturale molto peculiare e carico di suggestione. Sono grotte carsiche attraversate dall'acqua che arriva dalla montagna e che, nel corso del tempo, le ha disegnate, creando scorci affascinanti e originali che non possono che essere ammirati. Si visitano lungo un percorso fatto di luce e di colore, carico dapprima di un silenzio puro che in alcuni punti viene intervallato solo dallo stillicidio, mentre in altri viene interrotto dal rumore dello scorrere del fiume fino ad arrivare alla potenza del suono delle cascate. Appena entrati in questo splendido ambiente è la luce bianca della roccia che domina e affascina lo sguardo. La Sala del Silenzio è la prima che si incontra e fa da anticamera ovattata a quella della prima Cascata, dove l'acqua si getta dall'alto di 20 metri creando un rumore inconfondibile e forte che si andrà a spegnere di nuovo e a definirsi con armonia nello scorrere dell'acqua nella Sala delle Concrezioni, dove si possono ammirare le espressioni artistiche che la natura realizza con le stalattiti. Dopo il fascinoso passaggio nell'incanto della Sala del Lago Nero, si arriva, infine, ad ammirare la dimensione della bellezza selvaggia dell'Ultima Cascata: qui le acque cadono da un'altezza di 25 metri e provocano un vero e proprio boato che domina tutto l'ambiente e si lascia contemplare in tutta la sua grandezza. SANTUARIO DELLA MADONNA D’APPARI: è situato in una posizione suggestiva all'interno di una gola, incastonato nella roccia, stretto tra una parete rocciosa e il corso del torrente Raiale, affluente dell’Aterno, che costituiscono un sagrato naturale. La sua costruzione risale al XIII secolo a seguito della presunta visione della Madonna Addolorata con in grembo il Cristo morto da parte di una donna del luogo, la pastorella Maddalena Chiaravalle. La facciata si presenta semplice e caratterizzata da un portale con arco a tutto sesto, una finestra circolare e un campanile a vela con tre fornici. L'interno, a navata unica con volte a crociera, è tagliato trasversalmente da due archi strutturali ed è interamente affrescato con la tecnica della rappresentazione a fumetti. Il presbiterio, probabilmente l'area più antica dell'edificio, si presenta di forma irregolare dovuta all'adiacenza con la parete rocciosa. In una campagna aperta e incontaminata, si trova uno scorcio sul mondo degli antichi romani: AMITERNUM. Il sito, con il suo teatro e anfiteatro ben conservati, risalta in modo particolare in questo scenario, non disturbato da nessun elemento di modernità e così si riesce facilmente immaginare di tornare indietro nel tempo. Amiternum fu fondata nel X secolo a.C. dai Sabini e fu una delle loro città principali, fino alla conquista romana nel III secolo a.C. e da allora l’importanza della città si accrebbe ancora di più. L’area archeologica conserva diversi resti romani, soprattutto luoghi dedicati allo svago pubblico. Di età augustea sono: il teatro, risale al I secolo a.C., poteva ospitare 2000 spettatori nella cavea che si poggia sul colle S. Vittorino, strutturata su due livelli divisi da un corridoio; l’Anfiteatro, era una struttura di poco successiva al teatro (I sec d.C.) ed è ancora più monumentale, con una capienza di 6000 spettatori, I resti sono molto evidenti anche se è conservato solo il primo livello della struttura, di forma circolare, con il perimetro costituito da 48 grandi arcate. Rimangono visibili il perimetro dell’edificio termale e i resti di due acquedotti del II sec d.C., e di una villa di tarda età imperiale, che era decorata con mosaici e affreschi. CAMPOTOSTO, sorge sulla sponda settentrionale del lago artificiale omonimo; l'abitato è disposto su una collina a 1420 m sul livello del mare sulla riva destra del rio Fucino; fa parte del Parco Nazionale Gran Sasso Monti della Laga e rientra nel distretto "Strada Maestra". Oltre il turismo, hanno grande importanza per l'economia locale le attività agricole e pastorali. Sono famose le mortadelle di Campotosto, dette anche “coglioni di mulo”, salumi a grana fine, da sempre parte fondamentale dell’alimentazione dei pastori. Visita al borgo e passeggiata sul lungolago. Partenza per il rientro. Sosta per la cena libera.

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE: (Min. 40 Pax) € 90,00

LA QUOTA COMPRENDE: Viaggio in pullman gran turismo - Guida – Pranzo in ristorante, bevande incluse - Capogruppo

LA QUOTA NON COMPRENDE: La cena - Gli ingressi nei musei e nei luoghi di visita - Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”



 






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